
“…generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano pernchè tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affitano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in due e cercano una stanza con uso cucina. Dopo pochi giorni diventano 4,6,10. Parlano lingue incomprensibili. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina, spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che non riescono a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto, e se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perchè poco attraenti e selvatici sia perchè è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o addirittura di attività criminali.” Continua a leggere →
Categorie: pace · politica
Messo il tag: diritti unmani, razzismo
Pomeriggio afoso, la polvere che svolazza nell’aria, il corpo sudato. Il sole vicinissimo ruba la debole brezza d’aria che cerca di contrastarne il rovente potere. La tensione si riflette ovunque.
Sono solo, davanti a una collina piena di voraggini. E non c’è nemmeno il classico arbusto dei tradizionali film western. Tutto fermo, immobile, bloccato, in attesa di un importante evento che ci si aspetta da un momento all’altro. Continua a leggere →
Categorie: Israele · Libano · Palestina · Riflessioni · pace
Messo il tag: guerra, Libano, pace, Palestina

L’anno scorso mi sono svegliato il primo gennaio con un pensiero forte nella mente: “da oggi va tutto benissimo”. Forse semplice casualità, ma è stato un bell’anno fino alla fine di agosto. Poi mi è crollato il mondo addosso. Quest’anno avevo deciso di fare lo stesso, ma non ha funzionato. Tutto come prima. Per mia fortuna ho scoperto che non è il pensiero di un giorno qualsiasi a cambiare il mondo, ma piuttosto il coraggio e la consapevolezza di esserne protagonista. E allora ricomincio ad essere me stesso, anche da queste righe. Cercando un parallelismo che conicidesse con questo periodo, mi sono ricordato di un articolo scritto da una mia amica conosciuta in Palestina: Majd. Una ragazza di 24 anni, con una carica idealista invidiabile. L’ha scritto esattamente un anno fa, ma è ancora così drammaticamente attuale. Continua a leggere →
Categorie: Israele · Palestina
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