something from the world

Voci categorizzate come ‘Bosnia’

Something from BiH

Luglio 22, 2008 · Lascia un Commento

22-07-2008 ore 23.34:31

“Lo so che lo leggerete domani su tutti i giornali, e magari a molti di voi non importerà  nulla, ma per me, per la mia storia, per le mie genti, è una grande gioia: hanno arrestato Radovan Karadzic, uno dei peggiori criminali della guerra in Bosnia e forse un briciolo di giustizia c’è in questo mondo, anche se non basterebbero secoli di carcere per ripagare il dolore che ha procurato.
comunque, volevo condividere la gioia di averlo letto or ora con voi!
Ajna”

Questa è la prima mail che è arrivata nella mia casella oggi, scritta ieri notte. Ajna l’ho conosciuta qualche anno fa, in uno degli innumerevoli viaggi in Bosnia. Abbiamo fatto dei viaggi successivi assieme, ci siamo appassinati dei reciproci progetti, forse non siamo mai diventati amici, ma abbiamo condiviso qualcosa che ritengo importante. Ajna vive studia e lavora a Bologna, fuggita dalla Bosnia molti anni fa, come molti dei ragazzi Bosniaci che ho conosciuto in questi anni. Porta sempre con se il ricordo, anche dietro al suo perenne sorriso ed entusiasmo. Come tutti i ragazzi Bosniaci che ho conosciuto in questi anni. Porta sempre con se la tenacia e la voglia di ricominciare, come tutti i ragazzi Bosniaci che ho conosciuto in questi anni.

Quando stamattina ho sentito alla radio la notizia dell’arresto di Radovan Karadzic cercavo di immaginare cosa potevano provare in questo momento le persone coinvolte e sopravissute alle sue nefandezze. Queste non sono che le prime righe che si sono succedute tra email e telefonate in questa giornata. Da quando ho cominiciato a frequentare quei luoghi, dall’aria molto spesso pesante, la domanda di giustizia è sempre stata una richiesta martellante, pressante, vincolante a qualsiasi spiraglio di futuro. Immagino come da oggi quelle persone possano intravvedere un domani più speranzoso. Probabilmente non cambierà nulla nella quotidianità domestica di quei villaggi, ma sicuramente cambieranno i pensieri, il fervore di animare la socità.

Non posso dire che in questi mesi di mia assenza quei luoghi mi siano mancati, ma ora certamente vorrei poter condividere con loro e guardare con i miei occhi cosa questo cambiamento possa creare. Quello che i giornali riportano oggi sono brandelli storici di quello che Karadzic ha combinato (non senza un imbarazzante appoggio della comunità internazionale) e le implicazioni positive di questa scelta del governo Serbo di consegnare i criminali di guerra (che fino ad oggi aveva nascosto!) Tutto giusto e condivisibile, una ventata di entusiasmo internazionale che non può che creare speranza. Quello che non leggo sono le impressioni della gente. Di quelle decine, centinaia di donne che per tutti questi anni hanno vissuto questa tragedia nell’isolamente delle proprie case. Oggi avrei voluto sentire in qualche modo la voce di quelle persone, avrei voluto leggere i loro pensieri.  Le righe stringate che Ajna mi ha scritto, probabilmente prima di andare a letto, ai più che le state leggendo non diranno molto, ma vi si legge tutta la vitalità in qualche modo repressa di ragazzi ancora nascosti dietro ombre molto più grandi di loro. La politica è importante, ma quello che mi manca in questo momento è raccogliere le emozioni di quelle tante, tantissime persone che da più di dieci anni aspettano una risposta per potersi rialzare. Forse in pochi capiranno queste righe, cercherò di trovare nei prossimi mesi delle testimonianze che possano aiutare a capire quanto la giustizia possia riavvivare gli animi di queste persone.

“…… non ci si può aspettare che questa donna superi il trauma se in qualche modo non viene riconosciuta la colpa di quell’uomo e quast’ultimo non viene punito per quando ha fatto”

Irfanka Pasagic

Categorie: Bosnia
Messo il tag: