Voci categorizzate come ‘pace’

“…generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano pernchè tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affitano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in due e cercano una stanza con uso cucina. Dopo pochi giorni diventano 4,6,10. Parlano lingue incomprensibili. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina, spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che non riescono a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto, e se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perchè poco attraenti e selvatici sia perchè è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o addirittura di attività criminali.” (continua…)
Categorie: pace · politica
Messo il tag: diritti unmani, razzismo
Pomeriggio afoso, la polvere che svolazza nell’aria, il corpo sudato. Il sole vicinissimo ruba la debole brezza d’aria che cerca di contrastarne il rovente potere. La tensione si riflette ovunque.
Sono solo, davanti a una collina piena di voraggini. E non c’è nemmeno il classico arbusto dei tradizionali film western. Tutto fermo, immobile, bloccato, in attesa di un importante evento che ci si aspetta da un momento all’altro. (continua…)
Categorie: Israele · Libano · Palestina · Riflessioni · pace
Messo il tag: guerra, Libano, pace, Palestina

L’anima del fante era distrutta. Il suo corpo, a parte la stanchezza, era ancora integro, forte. Ma l’anima distrutta. Essere in guerra era già la morte. Stare come una talpa nel fango della trincea; vedere la morte, voluta e chiamata dai comandanti, che mangia vivi uomini sani e forti, come la cornacchia mangia un passero innocente, era già essere morti. Il compaesano e amico Beppe, il giorno prima, uscendo in quel folle attacco, era stato tagliato in due dalla mitraglia, come un ramo dalla roncola. Una roncola che distrugge il mondo, invece di potarlo e coltivarlo. (continua…)
Categorie: pace
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